Una sneaker personalizzata a mano nasce in sei passaggi: l’idea, la scelta della scarpa, il progetto, la preparazione, la pittura e la finitura, la consegna. Non è una stampa e non è un adesivo: è colore steso a pennello sulla pelle, un dettaglio alla volta. Per questo ogni paio è un pezzo unico, e per questo il progetto conta quanto la mano che lo dipinge.
Per raccontarlo usiamo un lavoro vero uscito dal banco di Calzolaio Baruka a Mondovì: le Nike Air Force 1 Miami Vice.
1. L’idea
Tutto parte da una domanda semplice: che cosa vuoi vedere su quelle scarpe?
Può essere un tema preciso, un film, una squadra, un ricordo. Può essere solo una palette di colori. Può essere un dettaglio: uno swoosh di un altro colore, degli schizzi sulla punta, i lacci diversi.
Per le Air Force 1 Miami Vice il tema era chiaro fin dall’inizio: la Testarossa, le palme, il tramonto, i fenicotteri rosa, lo swoosh sfumato. Un immaginario anni Ottanta riconoscibile al primo sguardo.
Più l’idea è precisa, più il risultato è vicino a quello che hai in testa. Se hai immagini di riferimento, portale.
2. La scarpa giusta
Non tutte le scarpe si dipingono allo stesso modo. Le sneakers in pelle liscia, come le Air Force 1 bianche, sono la tela ideale: superfici ampie, poche cuciture in mezzo ai pannelli, un fondo chiaro che fa risaltare il colore.
Tela, camoscio e materiali tecnici si comportano in un altro modo e non tutti i progetti funzionano su tutti i materiali. Per questo prima di tutto si guarda la scarpa: nuova o usata, in che stato è la pelle, dove sono le pieghe.
Un paio già usato si può personalizzare, ma le pieghe profonde sulla punta e le crepe restano sotto il colore. È una cosa da sapere prima, non dopo.
3. Il progetto
Il progetto è il momento in cui l’idea diventa una scarpa. Si decide:
- cosa va dove: sul lato esterno, su quello interno, sul tallone, sulla linguetta;
- i colori, e come si abbinano al bianco o al colore di base;
- cosa resta com’era: a volte la parte non dipinta è quella che fa funzionare tutto il resto.
Nelle Miami Vice la scena principale con la Testarossa e le palme occupa un lato, i fenicotteri stanno sull’altro, e lo swoosh diventa una sfumatura invece di un blocco di colore piatto. Il resto della scarpa resta bianco e lascia respirare il disegno.
Qui si dice anche cosa non funziona. Un disegno troppo fitto in una zona che si piega a ogni passo, per esempio, è un’idea da rivedere.
4. La preparazione della superficie
Prima di dipingere, la pelle va preparata. Le sneakers escono dalla fabbrica con una finitura superficiale che protegge la pelle ma non aiuta il colore ad aderire. Senza questo passaggio il colore rischia di non tenere.
È la fase che non si vede nelle foto finite ed è una di quelle che fanno la differenza tra un custom che dura e uno che si scrosta.
5. La pittura e la finitura
Poi si dipinge. A mano, a pennello, un colore alla volta.
Le sfumature, come quella dello swoosh delle Miami Vice, si costruiscono per passaggi. I dettagli piccoli, come le palme controluce o le piume dei fenicotteri, chiedono pazienza e mano ferma. Non si corre: una scarpa dipinta in fretta si vede.
Quando il colore è finito, la superficie si protegge con una finitura che la difende dall’uso quotidiano.
Quanto tempo ci vuole dipende dal progetto: un dettaglio si fa in poco, una scena completa su tutta la scarpa chiede molto di più.
6. La consegna
L’ultimo passaggio è anche quello che si vede di più. Le Air Force 1 Miami Vice sono state sistemate nella loro scatola con la carta velina Baruka, pronte per essere ritirate. Lo trovi nel video qui sotto.
Come prendersi cura di una sneaker dipinta
Una sneaker custom si porta, non si tiene in vetrina. Qualche attenzione però la fa durare di più:
- niente lavatrice: si pulisce con un panno morbido appena umido;
- niente solventi o sgrassatori sulla parte dipinta;
- un tendiscarpe o della carta dentro quando non la porti, per limitare le pieghe profonde sulla punta;
- se si segna, non ritoccarla da solo: riportala da chi l’ha dipinta.
Cosa serve per partire
Per chiedere un custom a Calzolaio Baruka servono tre cose:
- le foto delle scarpe, se le hai già, o il modello che vuoi usare;
- l’idea, anche solo in due righe;
- eventuali immagini di riferimento.
Si parte da lì, su WhatsApp. Il resto lo decidiamo insieme.
In breve
Una sneaker personalizzata a mano passa da idea, scelta della scarpa, progetto, preparazione, pittura e finitura, consegna. Il progetto e la preparazione sono le fasi che non si vedono ma che decidono il risultato.
Tutti i custom usciti dal banco, dalle Miami Vice alle Vans con i teschi in metallo, sono nella pagina della personalizzazione. Se invece le tue sneakers hanno solo bisogno di tornare pulite, guarda il lavaggio professionale.